VIlla Duodo e le sette chiese Monselice PD

 

Visita Radiestesica

Villa Duodo - Le sette chiese

Monselice PD

22 Giugno dalle ore 9:00 alle ore 12:00

La Porta dei Leoni, il Belvedere, l’intero Santuario, l’esterno della Villa sono di una bellezza unica.

Diverse energie si intrecciano in questo percorso facendo bene alla persona e sorprendendo chi le sa misurare.

Il luogo è tutto da scoprire dal pdv energetico: il collegamento con le Basiliche Romane, la cromoterapia di forma delle sette chiese, le reliquie autentiche, la cisterna per l’acqua nel Belvedere, il motivo per il quale i nobili veneziani Duodo hanno voluto un percorso devozionale nella loro villa che conceda ai fedeli  le stesse indulgenze accordate ai pellegrini andati a Roma in visita devozionale alle sette basiliche maggiori della capitale, la leggenda che racconta di un fantasma...

Il nostro modello è la radiestesia e da questo punto di vista accosteremo le indulgenze, la comunione dei santi, le reliquie, argomenti indispensabili da conoscere per capire il luogo.

Conoscere l’aspetto energetico di questo luogo  credo ci farà fare un passo importante nella comprensione dei luoghi ad alta energia come lo è villa Duodo e le sue sette chiese.


Cosa portare con sè

Tutti gli “attrezzi del mestiere”, pendolo, scala Bovis, quadrante 36 forze, quadrante solidi platonici e quanto ti sembra utile.

Crema da sole, berrettino, acqua, perchè l’itinerario è a sud, saremo sempre al sole.


Note organizzative

L’incontro è sia per radiestesisti/radionici che per amici appassionati di misteri e di energie.


La visita radiestesica è su prenotazione.

Chiama Riccardo Meneghini 389 1528452 o manda una mail meneghini.ric@gmail.com

Il contributo è di 35,00€


In preparazione alla visita consiglio la lettura dell’ottima guida

SANTUARIO GIUBILARE DELLE SETTE CHIESE Sacro Monte di Monselice  Riccardo Ghidotti 2016 Editrice Velar 6.00€



Storia di Monselice

Monselice è situata nella zona meridionale di Padova, denominata “Bassa Padova”, ai piedi dei colli Euganei.

L’etimologia del suo nome potrebbe derivare dal toponimo “mons silicis” ovvero “il monte della selce”, pietra grigia caratteristica dei colli Euganei, che è stata estratta qui fino al secolo scorso (la trachite euganea), oppure da “mons elicis” ovvero “il monte delle selci”, specie floristica presente in questo luogo fin dall'antichità.

Monselice si sviluppò principalmente a partire dall’epoca romana ed in particolare durante il periodo bizantino, quando fu data l’impostazione difensiva alla Rocca, la fortificazione tuttora visibile in cima al colle omonimo. In seguito fu potenziata dai Longobardi, che si insediarono in città tra la fine del VI e gli inizi del VII secolo. Proprio con i Longobardi, ed in seguito con i Franchi, Monselice fu centro amministrativo a capo di un vasto territorio. Divenuta libero Comune, nel 1239 la città fu ulteriormente rafforzata per volere dell’imperatore Federico II che completò la cinta muraria e fece erigere alcune delle testimonianze monumentali più imponenti ancora oggi visitabili: il Castello, il Mastio e la Torre di Piazza. Nel Trecento, grazie alla sua posizione, Monselice rivestì un ruolo di base di alta importanza strategica. In tale epoca fu contesa da Carraresi, Visconti e Scaligeri, ma a governare per quasi la totalità del secolo furono i Carraresi. A quest’epoca è attribuita la cerchia muraria più esterna della città, della quale sopravvivono alcuni tratti significativi. I Carraresi soggiornarono spesso a Monselice dove nel castello trovarono una dimora di rappresentanza prestigiosa in cui accogliere sovrani e nobili, ma anche il luogo dove relegare personaggi scomodi: le prigioni del castello sono famose per avere ospitato fino alla morte vari nemici dei Carraresi. Ancora oggi si narra che lo spirito di alcuni di essi si aggiri nelle sale del maniero. Sempre nel Trecento Francesco Petrarca fu canonico presso la Collegiata di Santa Giustina.


Nel 1405 Monselice passò sotto il governo della Serenissima Repubblica di Venezia. La dominazione veneziana durò ben quattro secoli portando ampie opere di bonifica, l’insediamento di numerose ville patrizie, l’ultima consistente trasformazione architettonica del castello ad opera della famiglia Marcello e l’edificazione della Via Sacra delle Sette Chiese voluta dai Duodo.


Dopo la caduta della Serenissima, nei primi decenni dell’Ottocento, Monselice vive dapprima il momento della dominazione napoleonica ed in seguito quella asburgica. La città riprende il suo ruolo di importante snodo viario, si potenziano in particolare la viabilità e l’assistenza sanitaria. In questo periodo si smantellano le antiche porte cittadine. Dopo l’annessione al Regno d’Italia (1866) una modernizzazione incontrollata lascia alcune ferite alla città: è il periodo delle cave di pietra che portano alla distruzione di gran parte delle antiche mura e del vecchio abitato. In seguito inizia anche l’estrazione sistematica della trachite dai colli, si insediano due cementifici dando avvio ad una fiorente industria estrattiva che oggi si sta via via riducendo a favore di un’economia più sostenibile. Nel Novecento Monselice si consolida anche come centro del commercio per l’intero territorio della Bassa Padovana.

(Guida a Monselice della Regione Veneto)


Note sulla radiestesia

La comprensione della realtà passa attraverso dei modelli interpretativi.

Ad esempio la matematica, la fisica, la biologia, la psicologia, sono tutti modelli interpretativi, completi, per alcuni aspetti del reale ma altri totalmente inadeguati.

Anche la radiestesia è un modello interpretativo della realtà, usa l’analogia per esprimersi. Per questo motivo la piena comprensione di argomenti radiestesici richiede la conoscenza della materia e del suo linguaggio.


Ad esempio è esperienza comune stare bene o stare male in determinati luoghi, in questo modello interpretativo diremo che il luogo ha alta energia o bassa energia.

Alcuni posti stimolano l’attività intellettuale altri l’attività fisica, noi diremo che il posto ha energia mentale o energia fisica.


La radiestesia si basa su sensazioni personali, che se diversi radiestesisti provano, diventano riferimento per il gruppo. È una tecnica complessa con le sue regole e i suoi strumenti da conoscere.

Abitualmente si occupa di ciò che la scienza deve ancora scoprire e che non riesce ancora a misurare. Ci muoviamo spesso nelle logiche non lineari, dove il criterio di ripetibilità non vale più. Ci occupiamo, con il nostro metodo anche dei misteri.



La misurazione delle “energie” dei luoghi è un’attività tipica della radiestesia.